Innovare da Voghera: 4D Sistemi Informatici e la sfida digitale dell’Oltrepò

Last Updated: 7 Luglio 2026

C’è chi sogna la Silicon Valley e chi, in un garage di Voghera nel 1997, decide di costruire il proprio futuro un cavo alla volta. Nasce così 4D Sistemi Informatici, quando i PC si assemblavano pezzo per pezzo e si caricavano sulle spalle, anche se l’ufficio era al secondo piano senza ascensore. I fondatori, Emiliano e Massimiliano, iniziano vendendo computer agli studenti universitari. Poi arriva Matteo Para, e con lui la visione di lungo periodo: ascoltare le imprese, capirne gli obiettivi, tradurli in tecnologia utile e accessibile.

Oggi, 4D conta 25 dipendenti, una sede stabile in via Kennedy, una partecipata (Cielo srl) che porta Internet nelle valli dove nemmeno la fibra osa, e clienti in tutta Italia. Eppure, racconta Para, “l’80% del nostro fatturato è fuori dal territorio pavese”. Un dato che apre a una riflessione profonda: perché l’innovazione fatica a mettere radici solide nell’Oltrepò Pavese?

Il valore dell’ascolto, l’approccio dell’integrazione

4D non è un fornitore di hardware. È un system integrator, una figura che traduce bisogni in soluzioni, selezionando sul mercato le tecnologie più adatte, senza vincoli di brand o di distribuzione. “Il nostro valore aggiunto è l’ascolto”, spiega Para. “Non ci limitiamo a capire di cosa ha bisogno il cliente, ma quali sono i suoi obiettivi”. In un mondo affollato di offerte tecnologiche, la trasparenza e l’indipendenza fanno la differenza.

Da semplici fornitori di computer, 4D si è evoluta come consulente globale: cablaggi, server, cybersecurity, backup remoto, connessioni, tutto gestito in modo sartoriale. Ma la crescita è stata volutamente graduale. “Abbiamo scelto di crescere con i clienti, non più in fretta di loro. Cercare competenze sul mercato, formarle, inserirle: è la vera sfida per una PMI come la nostra”.

Dove manca la visione, manca innovazione

Il nodo, però, è culturale prima che tecnologico. “La differenza la fa la visione imprenditoriale”, sottolinea Para. “Nei territori dove lavoriamo di più – Milano, Piacenza, Alba – l’imprenditore parte da un obiettivo e cerca le tecnologie per raggiungerlo. Nell’Oltrepò, spesso si arriva alla tecnologia per obbligo: perché la norma lo impone o perché il vecchio computer non funziona più. Ma così non si innova, si sopravvive”.

Non è solo una questione di infrastruttura, ma di mentalità imprenditoriale. Il divario digitale si colma anche con coraggio, apertura e voglia di sperimentare. E qui entra in scena Cielo, lo spin-off di 4D nato per portare connessioni radio dove la fibra non arriva.

Cielo: Internet tra le colline

Nel 2016 nasce Cielo srl, un WISP (Wireless Internet Service Provider) capace di portare banda larga anche nelle zone più impervie. L’idea germoglia quando 4D inizia a installare ripetitori per collegare clienti in zone isolate. “Abbiamo visto che gli operatori tradizionali non ascoltavano abbastanza, così abbiamo creato un’alternativa”. Con il supporto della rete sociale – amici, clienti, istituzioni illuminate – Cielo ha costruito una rete solida, partendo dal basso e crescendo in modo sostenibile.

“Dove la fibra non arriva, il segnale radio può fare la differenza”, spiega Para. Ma la tecnologia, per quanto avanzata, non basta se manca la volontà di usarla per costruire reti sociali e produttive.

Prossimità digitale: tecnologia per il territorio

Il punto, dice Para, è semplice ma cruciale: “Non c’è comunità senza consumo”. Le istituzioni dovrebbero investire in tecnologie che rafforzano le reti di prossimità: non solo aiuti o bandi, ma veri sistemi digitali condivisi – e-commerce collettivi, piattaforme locali – che consentano ai piccoli esercenti di competere con i colossi centralizzati. “Oggi l’e-commerce disintermedia, ma può anche abilitare il negozio sotto casa se gli si dà accesso a strumenti semplici, sostenibili e condivisi”.

Un messaggio ai giovani

Alla fine, Para lancia un messaggio ai giovani che vogliono investire in questo territorio:

“Non serve partire con tutto, ma sapere dove si vuole andare. E fare il prossimo passo, uno alla volta. Non è importante se sei uomo o donna, conta la determinazione. Il territorio non ha più pregiudizi. Ha solo bisogno di chi ha voglia di costruire”.

Secondo 4D, il futuro dell’Oltrepò passa da qui: digitalizzare gli esercizi di prossimità, renderli capaci di gestire dati, servire i clienti da remoto, comunicare offerte, consegnare in modo agile. “Non è solo questione di vendere online, ma di farlo come rete, non da soli”.

Mattia Gazzola